Dante uno di noi!

Dante Alighieri

Come tutti sappiamo nella sua Divina Commedia Dante immagina un viaggio nell’al di là e la prima parte che visita è l’Inferno suddiviso in cerchi come il paradiso. Arrivato nell’ottavo cerchio (più precisamente nella prima bolgia delle dieci che dividono il cerchio) i primi dannati che il sommo poeta trova davanti a se sono i seduttori per conto altrui (i ruffiani) ed quelli per conto proprio. Divisi in due schiere avanzano in direzione opposta e sono frustati senza tregua da dei diavoli.  Nel gruppo dei ruffiani Dante riconosce il bolognese Venedico Caccianemico che nel Tredicesimo secolo fu capo del partito guelfo della sua città ma anche podestà di altri comuni italiani del centro e del nord della penisola. Secondo L’Alighieri questo uomo politico, che sicuramente in vita cercò di favorire gli Estensi, spinse con furbizia la sorella Ghisolabella a concedersi ad esponenti di questa famiglia. Nelle terzine del Diciottesimo canto il Caccianemico viene indotto da Dante che quasi lo deride e si prende gioco di lui, ad ammettere prima la propria identità e poi la propria colpa. Curioso come il dannato dica anche che nella stessa bolgia ci siano tanti altri concittadini, facendoci capire che il sommo poeta credeva che la ruffianeria fosse di casa nel capoluogo felsineo; non ce ne vogliano gli amici Bolognesi che stanno leggendo questo pezzo J rifatevela col poeta….. Quindi Dante pone i ruffiani nell’inferno ed il sottoscritto nel suo piccolo anzi piccolissimo, è pienamente d’accordo. Se c’è un peccato o se preferite un difetto che non digerisco nelle persone è proprio nell’esser ruffiano anche e soprattutto nel significato più figurato del termine non sottolineato nella Divina Commedia: persona che per ottenere i propri scopi fa ricorso a qualsiasi mezzo per solleticare l’ambizione o la vanità altrui. Se c’è un difetto che un uomo politico non deve avere questo è il primo od uno dei primi. Inutile, come già più volte ribadito in questo blog, proporre e magari arrivare a riformare le istituzioni se in quest’ultime permangono persone sbagliate che ci sono entrate grazie al loro fare ruffiano che ingiustamente può portare vantaggi…Sembra quasi banale dirlo ma è con il merito che si deve emergere, che si deve convincere i superiori nel lavoro e gli elettori e le guide del proprio movimento o partito non con ruffianeria. Solo chi fa bene deve emergere e non chi appare o cerca di arrivare con mezzuccii di ogni genere.

Mentre scrivo questo pezzo Renzi è diventato Presidente del Consiglio, è portatore anche di buone idee ma poco ci risulta abbia fatto come sindaco al di là delle parole e, politicamente, un accordo trovato con quello che dovrebbe essere un rivale come Berlusconi non mi è piaciuto, al di là dei contenuti e della considerazione di Forza Italia e del suo massimo rappresentante. Lo aspettiamo al varco, come si usa dire….Vediamo questo Senato delle Autonomie…chi sa che non sia l’argomento del prossimo pezzo di questo blog!

Un caro saluto a tutte/i!

Joseph Gary

P.S.: il pezzo è dedicato ad un collega di lavoro…

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