I love Riky

Riky cif

Riccardo Magherini, per tutti Riky, era un ragazzo fortunato. Figlio di un calciatore di serie A viveva bene nella sua Firenze, non gli mancavano certo l’affetto dei genitori, fratello, parenti ed amici. Aveva tentato come il padre la carriera sportiva di giocatore di calcio ed era pure bravino visto che dalla squadra primavera stava per esordire con la prima squadra della Fiorentina. Purtroppo un brutto infortunio gli impedì di fare questo passo e di fare dello sport una professione, in certi casi fonte di grande ricchezza. La famiglia però stava bene, non c’era da fare drammi e così la vita era andata avanti regolarmente. Diventato più grande e maturo, negli ultimi era diventato anche padre. Ma qualcosa gli mancava, visto che recentemente aveva aggiunto fra le sue amicizie quella della droga. E quella maledetta sera del 3 Marzo del 2014 era con lei, lo fece andare fuori di se tanto da sentirsi perseguitato da qualcuno che lo voleva uccidere e che invece non esisteva. Disperato fece un bel trambusto nel suo quartiere, e così vennero chiamati i carabinieri che decisero che era meglio portarlo in caserma. Questo provocò una reazione in Riky, spaventato ed ancora non in se. I carabinieri lo dovettero bloccare ma esagerarono, con forza lo bloccarono a terra proni e gli rifilarono anche dei calcioni. La compressione sull’asfalto insieme agli effetti della droga fermarono il cuore del povero Riccardo che morì nonostante i successivi tentativi di rianimazione dei soccorritori. Vi lascio immaginare il dramma, lo sgomento di genitori, fratello, parenti, amici per una morte così tragica e per certi aspetti assurda. Da allora una lunga battaglia giudiziaria, tre gradi di giudizio con l’ultimo brutto forse come la stessa morte del protagonista di questa storia: secondo la corte di cassazione Riky sarebbe morto da solo. I carabinieri che l’avevano atterrato e preso a calci considerati quasi come solo degli spettatori dell’evento, alla stregua di colui che aveva fatto un video col telefono cellulare che vi invito a vedere per capire tutta la violenza dell’accadimento. Lo si trova molto facilmente su internet. Adesso non resta che il nuovo sconforto di quanti avevano conosciuto Riccardo ed il tentativo di far intervenire la Corte Europea. Quello che mi lascia perplesso nel giudizio della corte di cassazione è il fatto che, oltre a non considerare assassini anche solo per colpa (come avevano fatto i due precedenti gradi di giudizio)e non per dolo chi ha agito in quel modo, non si sia riusciti a ravvisare nessun altro tipo di reato. Della vicenda adesso resta, oltre al dolore, anche la reazione evidente della Comunità fiorentina al fianco della famiglia che mi è piaciuta molto e che evidenzia di come di fronte a melanconici, grigi, anacronistici sovranisti, la strada da perseguire sia invece quella delle Comunità. Speriamo che il nuovo anno sia portatore di novità in tal senso ma al momento resto pessimista. Una menzione anche per la coreografia che vedete nella foto di questo pezzo, fatta nello stadio di Riccardo e preparata da ragazzi, quelli delle curve, troppo spesso accusati di tutto e l’incontrario di tutto ma che sicuramente e da sempre sono dediti alla proprie Comunità.

Dedico questo pezzo oltre che a Riky anche ad Antonio Megalizzi giovane giornalista ucciso recentemente da un fanatico religioso a Strasburgo. Caro Antonio spero tanto che il nostro sogno di un’Europa diversa e finalmente unita abbia un seguito.

Auguri per 2019 sereno e con soddisfazioni per voi e le vostre Comunità!

Joseph Gary

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