Sotto bombardamento!

ombrello cif

Uno degli argomenti sottovalutati dai mass-media e dai politici in questa estate è stato sicuramente la peculiarità del clima che abbiamo avuto in questa stagione o meglio anche in questa stagione.

Il nostro clima appare cambiato. Una volta si diceva che non ci sono più le mezze stagioni secondo una delle frasi fatte più in voga, adesso possiamo anche ben dire che non ci sono più le fasce climatiche di una volta.

L’Italia e le sue comunità appartenevano alla fascia temperata: Inverni mediamente miti, primavere ed autunni soleggiati ma abbastanza piovosi, estati secche, calde ma non bollenti. Ed adesso? Adesso l’ Italia appartiene ad una fascia non ben definita e perciò chi parla di tropicalizzazione del clima secondo me si sbaglia, ci sono solo alcune caratteristiche di quel clima. Come sempre su questo blog cerchiamo di vedere la realtà ed allora andiamo ad analizzare le ultime tre estati: torrida nel 2013, piovosa e fresca quella dell’anno scorso tale da rovinare la stagione turistica, torrida di nuovo questo anno…L’anticiclone delle Azzorre non arriva più od è debole, non protegge il bacino del mediterraneo dalle perturbazioni che vengono dall’oceano o dall’alta pressione che proviene dall’Africa. Possiamo fare esattamente lo stesso discorso per gli inverni: mediamente troppo miti quelli degli ultimi anni del primo decennio di questo secolo, glaciali quelli dei primi anni degli anni 10, di nuovo mite l’ultimo…Se siete d’accordo non ci resta che rinominare la nostra fascia climatica come “temperata incostante”. Di tropicale rileviamo l’aumento delle temperature ma solo in media, ed il riscaldamento dei mari: un po’ troppo poco…

Al di là delle disquisizioni meramente semantiche il problema è un altro: è l’effetto a volte devastante di questi cambiamenti. Non mi riferisco solo al rischio che in futuro il caldo mediamente ci renderà e renderà la vita alla natura impossibile, mi riferisco a quello che abbiamo visto questa estate, oggi non domani. Non solo abbiamo passato un’estate troppo calda, il fatto è che l’abbiamo vissuta sotto un bombardamento d’acqua e vento che ha devastato qua è la le nostre comunità con danni ingenti, una volta alle colture, un’altra alle abitazioni un’altra ancora al patrimonio artistico. Le burrasche ed i temporali si sono trasformati in bombe d’acqua ed adesso la gente si domanda: Dove accadrà la prossima volta? Il guaio è che puoi fare anche una buona politica del territorio ma inevitabilmente i tuoi alberi vengono sradicati, i tetti volano, le opere d’arte si rovinano….Tutto questo è molto grave, provoca disagio anche mentale, danni di milioni di euro in un’economia ancora traballante.

Ed ora che abbiamo rovinato il clima, come facciamo? A livello internazionale dobbiamo tutti spingere per continuare, migliorare aumentare le politiche a salvaguarda dell’ambiente, convincendo i “new industrial country” e i Paesi già sviluppati ma refrattari a norme anti inquinamento, ad aderire ad un piano globale che difenda il pianeta. Questo potrebbe fermare lo sgarbo fatto al clima che sembra vendicarsi e magari lentamente migliorare la situazione. A livello locale le nostre comunità dovrebbero adottare politiche più attente all’ambiente costruendo dove è possibile, farlo con strutture più resistenti adottando misure che riducano l’impatto di piogge e venti di quantità non pensabile fino a poco tempo fa. Di esempi di scelte da perseguire se ne potrebbe fare molti: non costruire su terreni friabili o troppo vicino ai fiumi, creare casse di espansione per i corsi d’acqua e pulirne gli alvei, limitare la cementificazione ed utilizzare materiali più resistenti per le costruzioni, piantare vegetazione meno debole, pulire le nostre strade dai detriti che potrebbero bloccare o rallentare il deflusso delle acque.

Un caro saluto a tutte/i voi, vi auguro di passare un autunno normale che magari ci porti un Senato che rappresenti di più le nostre comunità. Un po’ lo spero, un po’ ne dubito ma non si sa mai…J

Joseph Gary

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