“The Blues Brothers”: insieme si può!

The Blues Brothers

The Blues Brothers è sicuramente considerato un film cult, più di quello che si aspettava potesse diventare il regista John Landis mentre stava confezionando la sua opera nel 1980. Il look dei protagonisti occhiali compresi sono ancora un “must”. La trama ci narra di due fratelli Jake e Elwood (interpretati rispettivamente da due attori che sono entrati di diritto nella storia del cinema americano e non solo: John Belushi e Dan Aykroyd) che devono reperire 5000 dollari per evitare la chiusura dell’orfanotrofio che li ha allevati. Per fare questo, una volta uscito dal carcere Jake, i due protagonisti decidono di rimettere in piedi la loro vecchia band di blues che poi avrà un seguito anche al di fuori della pellicola di cellulosa con diversi concerti. Attraverso mille peripezie, inseguiti da mezzo mondo, i due riusciranno rocambolescamente nell’impresa. Nel film si segnala la presenza di molte celebrità del tempo nel campo musicale e cinematografico ma sicuramente rimarrà come la pellicola in cui John Belushi ha dato il meglio di se insieme all’altro film che lo ha reso celebre ovvero Animal House, altro cult da non perdere. Peccato che il povero John due anni dopo questo successo planetario ci abbia lasciato per colpa di un overdose, d’altronde sappiamo come la droga giri e soprattutto girasse in certi ambienti. La sua vita personale è stata un eccesso più quella di alcuni dei suoi personaggi ma leggendo la sua biografia si capisce come in realtà fosse una persona buona circondata dalle persone sbagliate eccetto una: Dan Aykroyd. Sì perché Dan era fratello nella finzione ma vero amico di John ben prima del boom di quest’ultimo. Si dice che il protagonista di “Una Poltrona Per Due” abbia sofferto non poco per la scomparsa di John Belushi. Non si può non rilevare come Aykroyd appaia diverso proprio nel film appena citato, nel quale avrebbe dovuto vedere al suo fianco proprio il compianto amico  al posto della star nascente di allora ovvero Eddy Murphy. Scusate questa breve ma spero interessante divagazione biografica, ritorniamo su The Blues Brothers e sul perché sia finito su questo blog che dovrebbe parlarvi di ben altro. No caro prof. di Italiano, il buon Joseph Gary non è finito fuori tema per l’ennesima volta è solo che volevo portare come esempio la trama di un film. Sì perché quello che fanno i due fratelli del blues per una causa buona e giusta in fondo è bello, è un buttare il cuore oltre l’ostacolo ovvero le difficoltà e poco importa se questo provoca “qualche” sconquasso. Se si vuole anche solo in due e con qualche amico si può veramente ottenere quello che si vuole specialmente quando si sa che si è dalla parte del giusto. Se poi lo si fa con una buona dose di ironia ed autoironia ancora meglio, anche questo aiuta. Sicuramente mi piace credere che in questo Blog ci sia un po’ dello spirito dei Blues Brothers e se non avessi visto quel film forse la Comunità In Fermento neanche esisterebbe. Questo pezzo insieme al prossimo perde un po’ di vista diciamo gli “obiettivi istituzionali” del blog, ma se non si parla anche un po’ delle persone, di come dovrebbero essere, è inutile pensare di cambiare le istituzioni se chi le guida è sbagliato o rimane ancorato a visuali vecchie e stantie….

Un po’ di attualità, è questo che volete? Renzi sigla un accordo con Berlusconi per la riforma elettorale e per le riforme istituzionali…..Va bene che per fare le riforme costituzionali servono grandi intese (maggioranza qualificata dei 2/3) ma caro Matteo così non fai altro che rinfocolare le teorie cospiratrici di possibili intrecci fra PD e PDL, citate ed avanzate su questo blog…..Così non puoi apparire più  ai nostri occhi come li nuovo che avanza…..

Anche se forse lo vedevamo un po’ diverso ci va bene il Senato delle autonomie, non possiamo che appoggiarlo, ma in un ottica di superamento del bicameralismo perfetto si deve capire bene il ruolo di questa camera del parlamento….Prendere spunto dall’esempio tedesco spiegato sulle “pagine” di questo blog, potrebbe essere interessante! Che il ruolo delle autonomie locali non sia solo di facciata o formale!!

Un saluto a tutte/i!

Joseph Gary

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