Vivere in isolamento

Ape Cif

Lo Stato in cui vivi è organizzato in maniera profondamente sbagliata, i partiti ed i movimenti che lo guidano o sono all’opposizione non sono in grado di cambiarlo o non ne hanno voglia. Non solo, la gran parte delle leggi, decreti legge che fanno sono scelte sbagliate o frutto di meri calcoli politici. E allora che fai? Emigri o ti isoli dalle istituzioni, inevitabilmente. Il problema è che emigrare non è uno scherzo e poi devi avere la fortuna di trovare il Paese giusto altrimenti rischi di passare dalla padella alla brace. Lingua, affetti, lavoro in una parola vita stravolta per trovarti di fronte una situazione anche peggiore di quella tragica italiana. Allora non ti resta che la seconda opzione, ti isoli. Fai la tua vita: famiglia, lavoro, divertimenti, senza pensare alla “cosa pubblica” senza incazzarti, senza farti venire il voltastomaco. “Bisognerebbe fare la rivoluzione!” Pensi fra te e te, ma non ne hai voglia, ma chi te lo fa fare di fare il perseguitato politico perenne. In questa situazione ci sono qualche buon milioncino di italiani a mio avviso, stufi, stanchi, arrabbiati, disillusi. E’ sufficiente vedere le percentuali di schede bianche, nulle o di astensione alle elezioni. E così vivi in isolamento, magari pensi che il politico sia un mestiere come un altro e tu hai scelto un altro lavoro e quello che fanno, fanno, per ora non vedi niente di nuovo all’alba. Speri che il politicante di turno non si inventi qualche legge che vada a toccare i tuoi interessi, qualsiasi essi siano, almeno questo no!! Guardate che secondo me è quello che hanno fatto non pochi anche in altri periodi storici di questo grigio Stato Nazione. Pensate che tutti i non fascisti (e fra i fascisti molti lo erano di assoluto comodo) si facessero venire l’ulcera gastrointestinale durante il ventennio nero? Tiravano avanti, non si interessavano. Anzi forse  in questo Paese è sempre stato così! Gli errori e scarsa democrazia del primo periodo Savoia, l’ovattata, corrotta ed oscura democrazia post secondo conflitto mondiale, il Berlusconismo, l’attuale becera e confusionaria situazione: meglio lasciar perdere. Forse qualcuno di voi sta leggendo questo pezzo cercando qualcosa su Google che parlasse dell’isolamento in carcere. Il paragone con quanto scritto in questo pezzo, incredibilmente può reggere. Meglio vivere fra carcerati violenti o essere messo in una cella da solo? Meglio provare a cambiare a migliorare la propria esistenza cercando di migliorare quella del carcere o rinunciarvi?

Personalmente ho scelto una terza strada. Non sono emigrato, non sono disinteressato, ho scelto di… sognare! Creare un sito nella speranza che qualcuno mi legga e dica: perché no, può essere un’idea, tanto peggio di così… Per adesso mi accontenterei di essere criticato ma raramente avviene. Magari un giorno qualcuno aprirà questo messaggio nella bottiglia chiamato Comunità In Fermento e mi risponderà. Tempo ed anche voglia di stare ore sul web non ce l’ho, per fortuna nella vita c’è anche altro della rete e confido che anch’io alle news a volte preferisco altro… Magari un giorno la gente si sveglierà e smetterà di considerare l’abbruttimento sociale e storico delle nostre illustri Comunità come qualcosa di normale, inevitabile sperando comunque di andare avanti, cavarsela.

Joseph Gary

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