Lo Stato dell’Arte

gioconda

Milioni e milioni di persone vengono a visitare l’Italia ogni anno. Cifre impressionanti che reggono l’economia di molti centri della penisola, considerando anche l’indotto. Una bella fetta dei tesori artistici del mondo sta nel Bel Paese senza considerare quelli adesso presenti altrove ma creati qua proprio come il caso della Monnalisa di Leonardo. Se a questo ci aggiungiamo una cucina ed un clima invidiabili, il gioco è fatto, chi ha la possibilità, almeno una volta nella vita viene a visitare la penisola e poco importa della decadenza della politica nostrana, tanto mica ci devi vivere. Una risorsa che non conosce fine supportata da nuovi flussi di turisti che vengono da Paesi dai quali prima non era immaginabile vedere arrivare persone per motivi politici od economici.

Se entriamo nel dettaglio delle opere d’arte che gli stranieri vengono a visitare ci si accorge che una buona fetta sono state eseguite quando il Paese non era unito. E’ quasi scontato dirlo, dopo l’Italia non ha saputo dare un seguito al genio artistico dei suoi avi perché non è riuscita a valorizzare l’estrema eterogeneità delle sue comunità, ha puntato sull’appiattimento generale e questo ha punito anche l’arte. Antica Roma a parte(che però ha unito tutta l’Europa, non solo l’attuale Italia) la maggior parte dei visitatori vengono per le opere medioevali, rinascimentali, barocche non certo per vedere il Pirellone….L’importanza dell’arte moderna è residuale in uno Stato che culturalmente ha prodotto sempre meno. In Inglese l’espressione “stato dell’arte” significa all’avanguardia, in italiano significa anche stato di avanzamento. In Italia, pur essendo uno Stato famoso al mondo per la sua arte, non siamo né all’avanguardia né ad un buon grado di avanzamento se si va a vedere specialmente i pochi progressi dell’architettura. Mancano strutture nuove, si pensi agli stadi, e quelle create o sono di dubbio gusto o vecchie e da restaurare quando ne vale la pena.

Adesso non resta che sperare che i nostri politici sappiano salvaguardare nella miglior maniera possibile quello che ci siamo ritrovati, una vera fortuna. Ci sarebbe da essere pessimisti vedendo certi casi (vedi Pompei) ma il disfattismo non fa parte di questo blog e tutti dobbiamo dare il nostro contributo. Bisogna poi tornare ad essere creatori del bello, finanziando l’arte, eliminando le brutture ed evitando di vederne altre per favore. Giusto aprire il più possibile i musei favorendo anche attività collaterali alla semplice visita di ciò che è in esposizione. Bene dunque le aperture serali e festive, bene i prezzi scontati e giusto anche un concerto, un aperitivo, uno spettacolo in una struttura museale che li può ospitare. Un rilancio delle comunità potrebbe essere un giovamento anche da questo punto di vista, perché quando nella storia sono state grandi, immensa è stata anche l’arte che hanno saputo produrre.

Il prossimo pezzo sarà sul nuovo Senato, chi sa quante volte me lo sono detto, sembra giunta l’ora…Intanto per l’ennesima volta hanno dato per approvata un riforma votata da una sola delle due camere….che fenomeni! Mi dispiace come l’articolo precedente, che vi invito a leggere, sia sempre all’ordine del giorno….Non è la prima volta che questo piccolo ed insignificante blog azzecca l’argomento ma avremmo preferito una situazione climatica migliore ed aver sbagliato quanto scritto…

A presto, un salutone

Joseph Gary

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