Comandante Che Guevara

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Ernesto Guevara, noto a tutti come “el Che” o semplicemente “Che” nasce a Rosario in Argentina il 14/06/1928. Diventa nientemeno che dottore ma i suoi interessi sono leggermente diversi 😉 tanto che sarà, oltre che scrittore, soprattutto un rivoluzionario, teorico del comunismo, più che politico.

Partecipa attivamente e da protagonista alla Rivoluzione Cubana che porterà al potere nell’isola caraibica l’amico Fidel Castro il 1° Gennaio 1959 dopo 5 anni e mezzo di dura guerra al dittatore Batista. Entra subito nel governo del regime comunista ma Che è un sognatore, è un rivoluzionario, un romantico e nel 1965 ricomincia a combattere per i suoi ideali in giro per il mondo. Lo fa prima addirittura in Africa, esattamente nel Congo, poi in Bolivia dove il 9/10/1967 troverà la morte ucciso dall’esercito boliviano supportato da forze speciali americane. Gli Statunitensi in quel periodo storico in piena guerra fredda non possono rischiare di vedere altre enclavi comuniste, specialmente non lontanissime dai propri confini. Così non disdegnano di appoggiare anche le peggiori dittature specie in Sud America.

Come una rockstar Che Guevara dopo la morte diventa un mito, e lo sarà per la sua e per tante generazioni di ragazzi di sinistra fra cui molti a stento sapranno la sua storia, leggeranno davvero i suoi scritti. La sua foto fatta nel 1960 dal fotografo cubano Alberto Korda (che curiosamente non prenderà mai niente per quello scatto) diventerà forse l’icona più diffusa del Ventesimo secolo. Un rivoluzionario comunista diventato una specie di simbolo della Pop Art. Sono sicuro che Che Guevara non l’avrebbe presa bene, così come non avrebbe accettato ciò che sarebbe diventata Cuba dopo la sua gloriosa rivoluzione: una dittatura non temporanea come previsto dalla ideologia marxista, ma duratura, cruenta e anti libertà come qualsiasi altra tirannia con l’aggravante di impoverire e far rimanere arretrato il popolo cubano. No Che Guevara non avrebbe voluto tutto questo.

Del Che oggi ci rimane la sua storia, i suoi scritti, le sue idee ma soprattutto quel grande senso di carisma che si percepisce ancora oggi a 50 anni esatti dalla sua morte. Una qualità totalmente persa dai politici di oggi. In tal senso fa ridere avvicinare uno come Renzi a Guevara. Il referendum italiano sulla riforma costituzionale di un anno fa’, se appoggiato dal rivoluzionario di origine argentina, sarebbe stato un  plebiscito, per Renzi è stato una disfatta. Una cocente sconfitta anche perché se avesse vinto il ”Si” non sarebbe stata la “rivoluzione” intesa come cambiamento profondo di cui ha bisogno l’Italia, ma forse un inizio sì.

Joseph Gary

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