Io bullo, tu bulli, lei bulla

Ragno

Mi piace su questo blog scrivere uno di seguito all’altro due, tre articoli legati in qualche modo fra loro e sovente lo faccio. Il bullismo nelle scuole, dilagante protagonista in molte notizie degli ultimi tempi, va di pari passo con il pezzo precedente di Comunità In Fermento (Segui la tua strada), perché, come la maleducazione sulle strade, è figlio anch’esso di una società in fase di cambiamento ed un po’ allo sbando.

Il fatto è che manca l’educazione dei ragazzi che crescono con genitori assenti presi nelle loro cose e che hanno poca energia e/o voglia di passare più tempo con i figli. Altre volte questi genitori sono alle prese con problemi più profondi: si pensi alla povertà , si pensi alla mancanza di lavoro, si pensi alle famiglie che saltano mediamente molto più che in passato. E questo ultimo fattore crea spesso nei genitori e nei figli uno scompenso psicologico non da poco. Nella società degli eccessi a volte capita il contrario: figli viziati, messi in un piedistallo, che vivono nella bambagia per i quali digerire una contrarietà con un compagno od il no di un professore sarà sempre e comunque uno scandalo. Ed ecco la risposta al perché del bullismo nelle scuole: mancata educazione al rispetto altrui, al rispetto dei ruoli oppure od anche il sentire che tutto mi è dovuto a prescindere…

Poi c’è anche l’altra faccia della medaglia che spesso i mass-media omettono di evidenziare: insegnanti, professori talvolta inadatti che subiscono essi stessi atti di bullismo. Possono essere anch’essi inadeguati per una o più ragioni: scarsa conoscenza della materia che insegnano, mancanza di metodo nella loro professione, scarsa passione nel loro lavoro, mancata trasmissione di leadership, ignoranza riguardo la vita e la società, disconoscimento del loro ruolo educativo. Il tutto non giustifica nessuna forma di violenza (spesso dei genitori nei confronti di chi insegna e non degli studenti) ma sicuramente in certi casi esaspera gli animi già messi sotto stress dalla situazione delle scuole italiane, in certi casi al quanto precaria.

Ed ora proviamo a passare a trovare una soluzione al problema, io ci provo sempre, tanti politici italiani no, solo se gli fa comodo. Una Comunità più forte cercherebbe, farebbe più protezione nei riguardi del nucleo sociale che le precede nella scala sociale presa come riferimento in questo blog: la famiglia. L’aiuto alle famiglie più in difficoltà per le più diverse ragioni sarebbe più facile e diretto e questo comporterebbe un miglioramento nell’educazione dei figli.  Poi bisogna aumentare il livello degli insegnanti perché una laurea in una materia non basta ad insegnare, devi capire il comportamento e le esigenze di chi ti trovi di fronte e saperti imporre usando il bastone e la carota, c’è poco da fare. Si sa che prima di insegnare si deve effettuare un periodo formativo in cui certi argomenti sicuramente sono affrontati, ma adesso necessita di dedicargli maggiore forza specie nella complessità delle società di oggi, afflitta da mille problemi e multiculturale.

Joseph Gary

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