Analisi matematica di un ventennio: Il calcolo delle probabilità applicato alla storia

Power to the communities

A fine Novembre si è al momento conclusa la carriera parlamentare di Silvio Berlusconi. Non lo nomino e non lo nominerò mai cavaliere perché i cavalieri erano portatori di grandi valori che proprio non riesco a vedere in lui….Più recentemente le primarie del Pd hanno avuto come esito la vittoria del “rottamatore” Renzi che si dice portatore del nuovo che avanza, un sacco di idee o meglio qualche idea alcune banali ma ineluttabili,  vediamo soprattutto se manterrà quanto detto e se glielo faranno mantenere. Sembra o potrebbe essere periodo di cambiamenti , un’opportunità per riflettere sulla storia politica recente di questo Paese. Lo farò tentando di capire gli avvenimenti attraverso un’analisi logica che secondo me ci aiuta tantissimo. Buffo come praticamente la matematica in una delle sue espressioni meno enfatizzate come  il calcolo delle probabilità ci possa aiutare ad interpretare la storia. Nessun riferimento quindi al ventennio fascista del secolo passato ma a quello appena passato, meno drammatico certo, ma con aspetti negativi non certo da sottovalutare.

Fatta questa premessa scommetto che vi siete già impauriti, scommetto che i meno temerari di voi già hanno abbandonato la lettura del pezzo e forse anche del blog…In realtà trattasi di un’analisi semplice e deduttiva e che arriva a conclusioni per niente originali a differenza di diverse risposte che si è tentato di dare su atri argomenti nelle altre pagine di questo blog.

Avanti, cominciamo. Facciamoci del male. Quante probabilità c’erano che il già non più giovane Berlusconi fosse entrato  in politica venti anni fa nel nome di un’improvvisa voglia di un impegno politico per il suo Paese? Quante probabilità c’erano che lo facesse davvero per salvare l’Italia dal rischio comunista? La risposta che vi state dando cari lettori è la stessa che vi sto per dare io ed è la stessa per entrambe le domande: poche, pochissime. Berlusconi era giovane negli anni Sessanta e Settanta, anni politicamente difficili ma molto invoglianti alla partecipazione ma del soggetto si comincia a sentire parlare solo come imprenditore verso la fine del decennio della disco music. Al tempo della discesa del magnate di Milano in politica l’Unione Sovietica era già solo un ricordo, i partiti di sinistra italiani potevano non piacere ma erano tutto fuor che anti – democratici e portatrici di logiche totalitarie comuniste. Quindi se quello che ci è stato “pubblicizzato” (è proprio il caso di dirlo visto che si parla di un importante proprietari delle televisioni) appare improbabile bisogna provare a dare un’altra lettura della realtà. Berlusconi, grande imprenditore aveva bisogno come tanti altri di appoggi all’interno del palazzo e fino a quando li trovò l’idea di fondare un partito non gli passò neanche per l’anticamera del cervello. Una volta che “mani pulite” gli spazzò via i referenti ebbe paura che qualcuno, magari guidato da altre lobbies, potesse fare leggi contro o suoi interessi ed allora ecco la nascita di Forza Italia che oggi, dopo il periodo del Popolo della Libertà, si riaffaccia alla scena politica. Il problema è  che nomi a parte non si è mai avuto l’impressione che in quel partito non si potesse spostare un foglio se il suo leader non voleva e che l’enorme potere mediatico del suo fondatore fosse incompatibile con una carica pubblica. Vediamo se l’avventura di Alfano & co. avrà più fortuna di Fini e compagnia e vediamo se non si tratta di un finto strappo. Oltre a l’ombra di volontà “commerciali” dietro l’avvento in politica di Berlusconi, si deve pur dire che anche il comportamento “fuori dal campo” politico ed imprenditoriale di una persona che è stato per molto Presidente del consiglio in Italia, ha lasciato non poche perplessità anche da un punto di vista morale. Questo lo ha messo, oltre che ancora una volta sotto la lente di ingrandimento delle procure, anche in una posizione di essere facilmente ricattabile. E’ infine banale rilevare che abbia sfruttato discutibilmente il suo grande potere nel campo delle televisioni  per avere successo elettorale.

Quante probabilità c’erano che solo una volta che Berlusconi fosse entrato in politica improvvisamente diventasse quasi un delinquente seriale? Ci risiamo, secondo me e sono convinto anche secondo voi, le probabilità erano poche. L’impressionante od almeno cospicua di procedimenti a suo carico solo dopo la sua discesa in politica richiede una risposta diversa da un’improvvisa bramosia di delinquere del soggetto. E’ ovvio che era diventato scomodo e che certe problematiche nel suo comportamento alla direzione delle sue società c’erano anche prima. Per ritornare al giochino delle probabilità non è improbabile che certi procedimenti partirono a suo carico solo perché esponente politico di una certa area. Il legame diretto fra ambienti della sinistra italiana di certi giudici non è stato dimostrabile ma la sensazione è che si sia voluto intervenire toccando la suddivisione cara e giustamente cara a Montesquieu e basilare in una democrazia. Mi riferisco alla teoria secondo cui in un moderno Stato democratico il potere esecutivo, quello legislativo e quello giudiziario siano separati l’uno dall’altro, concetto a mio avviso indiscutibile.

Per riassumere da una parte una persona con qualche problemino di coscienza, impossibile da credere senza peccati secondo le leggi della probabilità, dall’altra una certa persecuzione con qualche procedimento a carico di “sua emittenza” probabilmente forzato. Il problema è che stiamo parlando di una persona che è stata uno se non il più importante centro della vita politica italiana recente e che quindi questi ultimi venti anni non potranno essere giudicati dai posteri come un periodo positivo. Questo considerato anche che il maggior partito di sinistra in tutte le sue forme e nomi si è sempre poggiato sulla situazione dell’avversario quando non l’ha provocata secondo i maligni. La parte restante del mondo politico incoraggiata da un sistema elettorale che avvantaggiava e avvantaggia il duopolio, non si è mai sottratta a questo gioco che secondo le leggi probabilistiche pulito non era. Quindi un ventennio non nero come quello fascista ma a tinte fosche sì almeno secondo questo mio calcolo delle probabilità. Altrettanto vero dire che il Pdl oggi scissosi ha una base fatta di tante persone oneste  che in buona fede lo sostengono e che qualche indagine sbagliata o comunque non fatta in altre occasioni, non inficia il lavoro di migliaia di giudici.

Ed adesso? Adesso c’è un’indubbia aria di novità come rilevato in altri articoli di questo blog all’interno del mondo partitico “classico” (Renzi, Alfano), al di fuori di esso ma nelle istituzioni (Movimento 5 Stelle), al di fuori delle istituzioni come i Forconi od altre realtà come, rigorosamente in ultima posizione, la C.I.F. Il movimento dei Forconi oltre a denotare una volta di più le difficoltà economiche del Paese, è portatore di diverse tematiche giuste ma è a mio avviso almeno nella forma troppo retorico e nazionalista. Dubito che vada nella direzione di una riforma istituzionale a favore delle comunità locali. A proposito invece di Movimento 5 stelle vi voglio evidenziare come anche Grillo alla fine abbia voluto allestire l’ultima manifestazione del Movimento proprio nella sua Genova….

Duro fare un pezzo così politico per il sottoscritto, ma quando poi pensi che la parola stessa politica deriva dal greco “polis” cioè città capisci che la ricetta giusta per vivere in una società più giusta e per il progresso della collettività sta nell’essenza stessa del termine e ti viene voglia di continuare a portare avanti il discorso di questo blog.

Ci ha lasciato recentemente Nelson Mandela un o dei più grandi uomini dei nostri tempi che non spetta a questo blog descrivere ma queste paginette web non possono non rilevare come abbia voluto riposare nel suo villaggio, nella sua comunità.

Un caro saluto a tutte/i!

Joseph Gary

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