Il popolo fantasma

Kurdistan by Cif

Il Kurdistan è un grande altopiano che si trova nella parte settentrionale e nord-orientale della storica regione della Mesopotania, che comprende l’alto bacino del Tigri e dell’Eufrate, il lago di Van, il Lago di Urnia e le catene dei monti Tauro e Zagros. Come ben sappiamo, grazie ai nostri studi di storia di bravi studenti,  i suoi terreni sono molto fertili e ben adatti anche per l’allevamento.

Politicamente il territorio è diviso fra gli Stati attuali di Iran (nord-ovest), Iraq (nord), Siria (nord-est), Turchia (sud-est) ed infine Armenia (sud). Insomma una regione non proprio tranquilla…

Il problema è che in realtà, in questa regione così divisa in tanti confini, ci sarebbe invece un popolo, quello curdo appunto, che è la maggioranza della popolazione (si parla di 50 milioni di persone…mica di spiccioli) ma che ha poco o nessun riconoscimento giuridico ed internazionale…

Non mi posso dilungare qui sull’affascinante e millenaria storia di questa gente che purtroppo oggi si ritrova solo ad avere un minimo di autonomia nella parte irachena ed in quella siriana. Infatti, a seguito dei disastri avvenuti recentemente in questi due Stati, è riuscita a ricucirsi i suoi spazi anche se in maniera sempre molto blanda ed incerta come vi potete immaginare. Non solo, i Curdi sono stati e sono perseguitati senza tregua come attestano le recenti cronache che vedono la Turchia che per combatterli invade anche la Siria, oltre a tenerli sotto torchio nei i propri confini… La comunità internazionale, salvo proprio che in questo ultimo evidente episodio, ha sempre più o meno sottaciuto o tollerato questa brutta situazione. Evidentemente al mondo ci sono popoli di serie A e di serie B, a qualcuno viene riconosciuto uno Stato con buona pace dei Palestinesi, a qualcun altro no, anzi si tende per comodità a disconoscerne quasi l’esistenza. Evidentemente non ci sono interessi economici forti per avere un minimo di successo…Insomma, senza fortuna si rischia di diventare un popolo fantasma ma comunque fiero, in grado di piegare l’Isis e che conta tantissimi emigrati di cui sappiamo ben poco perché non entrano mai in episodi di cronaca nera.

Il morale della questione è l’ennesima stortura storica fatta in nome degli Stati Nazione in crisi nel continente europeo dove sono nati, assolutamente inadatti in regioni a popoli misti come nel Medioriente. Il risultato un’enormità di guerre, milioni di morti, nazionalismi striscianti, estremismi religiosi ed appunto popoli sottomessi…Questo il prodotto di politiche colonialiste ed imperialiste che sarebbe l’ora di cambiare…

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