Un cambio di Repubblica… anzi no!!

Bullo Cif

Quando si cerca di analizzare la storia della Repubblica italiana si tende a parlare di Prima Repubblica e Seconda Repubblica. La Prima nata dalla fine della Monarchia nel 1946 e successiva approvazione della Costituzione italiana, vedrebbe la fine per mezzo di tangentopoli nel 1992 che sconvolse l’assetto tradizionale dei partiti dell’arco costituzionale. La Seconda sarebbe quindi nata dalle ceneri della Prima proprio in quell’anno e direi che è ancora bella florida. Ho il difetto/pregio di essere piuttosto diretto quando scrivo ed in generale, e vi dico subito che a mio parere  non si può parlare di una reale discontinuità fra questi due periodi storici repubblicani. Una vera discontinuità sarebbe emersa solo in presenza di concrete riforme costituzionali di cui non si rileva la reale presenza. Non basta  la riforma del sistema elettorale del 1994 da proporzionale puro a maggioritario per giustificare la suddivisione storica. Sicuramente il sistema dei partiti ebbe un bello scossone ma buona parte dei suoi esponenti seppe bene riciclarsi quando il cambio di nome della propria organizzazione non poteva essere sufficiente. Il funzionamento delle istituzioni è rimasto lo stesso e non solo dal punto di vista formale: scarsamente reattivo, scarsamente rappresentativo della frastagliata situazione italiana. I Governi hanno continuato a cadere gli uni dopo gli altri mantenendosi sempre fragili, messi insieme con collante scadente frutto di interessi di parte interni ed esterni, mai da ideali od idee. Le difficoltà a legiferare e farlo in maniera organica sono rimaste e sono ancora all’ordine del giorno. Il deficit di rappresentanza delle Comunità italiane e dei cittadini è rimasto permanente, come da sempre evidenziato dalle pagine di questo blog. La definizione di Prima e Seconda repubblica ha preso sicuramente spunto dalla storia francese dove però gli elementi di discontinuità erano  effettivi anche dovuti dal fatto che fra una repubblica e l’altra…si è passati anche da un impero. Ma si sa, l’Italia ha sempre preso spunto dalla Francia per tante cose, come anche dal punto di vista istituzionale e del diritto. Il risultato è stato un sistema centralizzato funzionale per la realtà d’oltralpe, cieco e rigido nella penisola. Il passaggio fra la Prima ed una Seconda Repubblica sarebbe a mio avviso il superamento del concetto di Stato centrale italiano solo appena scalfito dall’avvento delle Regioni. Una repubblica basata sulle cento e più Comunità sarebbe veramente la svolta e la strada più volte richiesta su questo sito.

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