E’ successo un ’68!

Maglia 68

Lo so, il titolo di questo pezzo non è storicamente giusto, la frase rimasta fra i modi di dire ha come protagonista un altro numero o meglio un altro anno: il ‘48.  Ci riferiamo al 1848 che vide un gran numero di moti rivoluzionari e cambiamenti storici per cui ancora oggi usiamo questa espressione quando vogliamo descrivere un momento di caos, tumulto, putiferio specie se improvviso… ma anche il 1968, esattamente 50 anni fa, fu un anno simile e non meno importante ed ecco allora il perché del mio “errore”. E proprio nel mese di Marzo quell’anno degli studenti universitari romani ingaggiarono una battaglia per riprendersi la facoltà di architettura sgombrata pochi giorni prima. In questo scontro duro che verrà nominato “battaglia di Valle Giulia” dal nome del quartiere che la ospitò, per la prima volta gli studenti uniti non indietreggiarono davanti alle cariche della Polizia ed anzi reagirono con forza. Per una causa giusta studenti  divisi ( di destra e di sinistra, una distanza forte non come la si vive oggi) raggiungono un risultato più simbolico che altro ma dimostrano che insieme si può fare tanto. Ed a mio avviso in quel periodo hanno ottenuto molto, più di quello che quello che si pensa oggi. Non hanno realizzato un cambiamento sociale completo come volevano, taluni di loro miravano ad una rivoluzione comunista che come sappiamo bene non è stata neanche sfiorata. Però la scuola da allora non è stata più la stessa, il rapporto fra studenti e professori è mutato e non è più quello fra un superiore ed un inferiore ma fra una persona che di mestiere insegna ed una che si impegna ad imparare. Assemblee, rappresentati di classe ed di istituto sono possibilità di rappresentanza democratica a cui gli studenti sono arrivati grazie al ’68. Il modo di relazionarsi fra le persone, la visone della religione, il modo di vestirsi tutti elementi mutati anche grazie a quel periodo.

Purtroppo devo al tempo stesso affermare che all’università ed a scuola quell’aria non si respira più, gli studenti di oggi sembrano alquanto passivi e quando va bene scimmiottano il passato. Non solo, gli esponenti storici di quel movimento si sono successivamente, in molti casi, al quanto imborghesiti ed hanno a lungo occupato seggioloni qua e là, ingrossando il numero di tessere di partiti che dei valori ed ideali del ‘68 sono solo un’ombra molto ma molto sbiadita.

Ed allora cosa è rimasto di quello spirito oggi? E’ abbastanza socialmente e storicamente accertato che da una costola del movimento sessantottino nacque in quegli anni la sottocultura Ultras che doveva essere una moda e che invece ancora oggi, nonostante la forte repressione dello Stato, vive nei nostri stadi e non solo. I nipoti dei primi Ultras si stanno affacciando nelle curve dei nostri vetusti impianti. Una possibile lettura di questo “successo” che va avanti nelle generazioni, potrebbe essere il fatto che gli Ultras hanno saputo fondere alcuni ideali del ’68 con lo spirito di appartenenza alla propria Comunità, immortale ;-).

Joseph Gary

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: