E dopo il dunque?

C.I.F.: Free as a birdE così anche la “kermesse referendaria” è già alle nostre spalle. Per una volta il mio pronostico è stato completamente sbagliato. Vincerà il “Sì” e bene avevo scritto sulla nostra pagina facebook, ha vinto il “No” e bene. Perché ha vinto il “No”? Non è facile dirlo, si rischia di fare altri errori di valutazione. Così come è rischioso cercare di capire come si è mosso quella percentuale di elettori che ha votato al referendum ma non alle ultime tornate elettorali, un buon 20% in più. Renzi mi appare come persona pulita, non credo alle teorie complottistiche che gli attribuiscono ombre qua e là, è però mancante di carisma e non tutte le sue riforme hanno colto nel segno al di là di quello che dice. A differenza di molti, almeno al momento, è effettivamente “tornato a casa”.

Ed ora? La riforma non era il top ma era un passo in avanti adesso ci sarebbe l’opportunità di farla anche meglio. Il problema sono i tempi, già non se ne parla più, neanche come possibile argomento da inserire nell’agenda del prossimo Governo e non intendo quello transitorio appena sfornato, ma quello successivamente votato. Ribadisco che qua siamo per un Senato che rappresenti le Comunità più che le Regioni e che in certe materie sia la camera prevalente a conferma di una fine anche se diversa, del bicameralismo perfetto. Alle Regioni non toglierei né poteri né materie, eliminando ma a loro favore quelle in cui sia lo Stato che le Regioni possono legiferare. Questo aspettando un giorno che siano rappresentate a livello europeo. Poi una riforma fiscale anch’essa per le Comunità che non possono vivere di soldi che piovano dal centro come se si parlasse di manna dal cielo, con poche prospettive di programmazione. Le Comunità dovrebbero le ritenute fiscali, una parte minore sarà destinata alle regioni, allo Stato ed all’Unione Europea. Una percentuale sarà invece destinata ad un fondo comune per aiutare gli Enti Locali più in difficoltà. Ecco qua, in sintesi, il dopo “No” di Comunità In Fermento, una riforma necessaria della Costituzione e necessariamente diversa da quella non passata. Se tutto questo vi sembra un attacco allo Stato Nazione ormai vecchio secoli in cui ha portato più danni che altro…..avete indovinato ;-). Poi devono cambiare i politici (mi riferisco alla loro rettitudine) ed il sistema politico dove ad un Movimento Cinque Stelle che è conservatore possa fare da contraltare un altro Movimento, progressista, questo sarebbe il giusto bipartitismo, la buona logica dell’alternanza, auspicata da molti. Limiterei premi, bonus nelle leggi elettorali e rivaluterei il proporzionale che meglio rappresenta il voto. Si è già visto che la legge elettorale non migliora il sistema politico che deve progredire non in maniere indotta ed artificiosa.

Ecco qua quello che serve all’Italia secondo Comunità In Fermento, questo pezzo senza volere è un po’ la sintesi del pensiero del blog per quanto riguarda il quadro, importante e centrale, della politica e le istituzioni.

Un caro saluto a tutti/e!

Joseph Gary

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