2001: Odissea sulla Terra

Tongue C.I.F.

Vorrei poter iniziare questo pezzo usando una frase fatta e dirvi che stiamo vivendo un intensa fase di cambiamenti ed invece a me sembra che la fase intensa sia di peggioramenti. Come già scritto in altre pagine di questo blog e su facebook, oggi ribadisco il concetto citando il famoso film di Stanley Kubrick: l’ 11 settembre 2001 l’odissea invece che sullo spazio l’abbiamo avuta sulla terra. L’equilibrio rotto dalla fine della guerra fredda ci ha portato un fase storica altamente instabile, pericolosa. Come dopo la fine secondo conflitto mondiale, si pensava ad nuovo periodo di pace ed unione, invece si sono liberati tutta una serie di egoismi religiosi, nazionali, politici da record. La fine di quel tipo di contrapposizione est-ovest  ha portato anche ad un altro risultato solitamente un po’ sottovalutato: la sostanziale rinuncia alla conquista dello spazio. Non solo è diminuita, almeno tendenzialmente, la corsa agli armamenti che servono ben poco contro il terrorismo, ma non essendoci più concorrenza e la voglia di far vedere chi è il migliore a livello tecnologico spaziale, siamo rimasti in questo settore al palo. L’Urss si è disgregata e gli Usa si sono trovati il primato in mano senza colpo ferire ed infatti hanno sensibilmente ridotto gli investimenti nel settore del progresso esplorativo spaziale. Certi titoli di films 70’ – 80’ suonano oggi come beffardi e così non solo non siamo arrivati su Marte ma nemmeno ci spostiamo su navicelle nelle nostre città e ci muoviamo sostanzialmente ancora bruciando idrocarburi e quindi inquinando. Sì perché un certo tipo di progresso scientifico non era fine a se stesso ma doveva servire anche nella vita di tutti i giorni. E così dopo essere stati una volta (forse 😉 ) sulla luna, non ci siamo neanche ritornati ed abbiamo rinunciato a scoprire almeno il sistema solare. Figuriamoci poi a capire attivamente se non siamo soli nell’universo. In fatto di risultati tangibili siamo rimasti agli anni 60, alla fine di quel decennio. Spariamo qualche navicella nello spazio con tecnologia ferma agli anni ’80 e con missioni dalla dubbia utilità. Mandiamo qualche satellite qua e là dai quali riceviamo risposte scontate sperando che ce le diano prima di esplodere malamente :-). Trasmettiamo segnali nello spazio per intercettare qualche altra intelligenza che ci ascolti ma in realtà e come se spedissimo il seguente messaggio:- Cari signori questo è il nostro basso livello tecnologico, se vi interessa venite a trovarci voi perché qua siamo troppo impegnati a litigare fra di noi invece di progredire-.

Joseph Gary

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