Come il ponte Morandi

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Quando vogliamo definire una clamorosa sconfitta, un disastro, usiamo un espressione ripresa dalla storia, diciamo che è stata una Caporetto. Caporetto è il luogo dove l’esercito italiano prese una cocente batosta durante la prima guerra mondiale contro le forze austro-ungariche… Certi appellativi vengono talvolta presi anche dallo sport ed ecco rammentare per un insuccesso inaspettato contro un avversario debole, la Corea, che sconfisse clamorosamente l’Italietta del calcio ai mondiali del 1966 in Inghilterra.

Purtroppo fra i recenti avvenimenti ce n’è uno che potrebbe ampiamente entrare nel gergo delle persone per significare un evento estremamente negativo: il crollo del ponte Morandi. Lo considero un accadimento dall’alto valore simbolico ed ideale. Ci vedo il possibile inizio della fine dello Stato nazione italiano che si è dimostrato capace di costruire un ponte in grado di non garantire per niente la sicurezza dei propri cittadini diventando una sorta di clamoroso auto attentato…Analizzando le possibili cause del crollo, si trova la conferma di questo. C’è chi dice che è normale che dopo ben (?) 50 anni certe strutture entrino in crisi. Altri affermano che non fu progettato per il traffico moderno Peggio ancora la probabile ipotesi di una scarsa qualità dei prodotti utilizzati per la costruzione o la insufficiente manutenzione. Per quanto mi riguarda penso che ci sia un fondo di verità in tutte queste affermazioni e per quanto mi riguarda quello che è successo dimostra la poca lungimiranza e coscienza del sistema politico italiano. Ma era così impossibile fare un ponte che avesse una speranza di vita come quella di ponti costruiti secoli e secoli fa quando le nostre Comunità risplendevano? Era così difficile prevedere l’aumento del traffico autostradale di lì a poco dopo la costruzione del ponte? E’ così inapplicabile in questo Paese una normativa che imponga appalti che garantiscano la qualità delle opere pubbliche e della loro manutenzioni? La risposta a queste domande è sempre e solo una: No! La risposta invece al perché di  tanta inefficienza, superficialità sta nel nostro Stato che non è mai stato capace di governare veramente in oltre 165 anni di storia e ribadisco che il ponte Morandi è la vicenda simbolo di questo concetto. Anche la reazione di questo governo, debole, confusa, in cerca di streghe da bruciare sembra una conferma della mia teoria. Chi sa quando ricostruiranno…Si annunciano ancora tristi tempi lunghi. Ma questo blog nasce sulla speranza di un cambiamento. Adesso la speranza è che questa tragedia sia, rappresenti lo spartiacque fra un prima ed un dopo: che sia l’inizio della fine dello Stato nazione e la partenza di qualcosa di diverso, uno Stato finalmente basato sulle Comunità. Nella reazione dei Genovesi possiamo vedere intravedere una luce e l’impressione che un ponte voluto e costruito da una Comunità non sarebbe mai così miseramente crollato e che la ricostruzione lasciata al Comune sarebbe molto più rapida. Non per nulla il governo ha nominato commissario il sindaco di Genova nella speranza che non sia stato solo la ricerca di un capro espiatorio.

Joseph Gary

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